Associazione Frida

Donne che sostengono donne
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La casa siamo tutte

Frida sostiene la difesa della Casa internazionale delle donne di Roma contro la decisione di sfratto avanzata dal Campidoglio 

firma anche tu la PETIZIONE

Dal comunicato stampa di D.i.re : 

“Pensare che la Casa internazionale delle donne di Roma debba essere solo un progetto imprenditoriale che non deve gravare sulle casse del Comune, e disconoscere il valore anche economico di tutte le attività, prestazioni e produzioni culturali e sociali che vi si realizzano in totale gratuità, significa non avere alcuna visione politica di cosa è un luogo come questo”.

D.i.Re, Donne in rete contro la violenza – la rete nazionale che riunisce 81 organizzazioni in 18 regioni che gestiscono case rifugio e centri antiviolenza – si schiera con le attiviste della Casa internazionale delle donne.

“Vogliamo ricordare che è proprio grazie a luoghi come questo, dove il pensiero e il fare delle donne trova espressione, che sono stati conquistati diritti imprescindibili che hanno beneficiato la società tutta”, afferma Lella Palladino, presidente di D.i.Re.

Dal sito della Casa internazionale delle donne: 

 Da mesi sulla Casa Internazionale delle Donne pesa la minaccia dello sfratto e della chiusura. Da mesi abbiamo presentato alla Giunta comunale le proposte per risolvere il problema.

Da mesi la Giunta comunale risponde con il silenzio. Il confronto, iniziato mesi fa, è stato sospeso senza alcuna motivazione. L’unica interruzione del silenzio di Roma Capitale è stata una relazione della Presidente delle Elette incompleta, burocratica e sbagliata.

Tutti concordano sul fatto che la Casa Internazionale delle Donne svolga nella città una funzione preziosa, sia da trenta anni il luogo della politica e della cultura femminile e femminista, faccia vivere, mantenga aperto e fruibile un complesso architettonico del ‘600, fornisca consulenza, sostegno, aiuto contro la violenza e le discriminazioni di genere, senza aver mai ricevuto contributi pubblici per la gestione, senza nessun onere per l’amministrazione, a parte la mancata entrata di una parte di un canone che da anni abbiamo chiesto di cambiare perché assolutamente insostenibile.

Questa funzione pubblica che la Casa svolge, come tanti altri luoghi della città, deve essere finalmente riconosciuta, difesa e valorizzata.
Noi vogliamo una risposta. Vogliamo che la Casa Internazionale delle donne e tutti gli altri luoghi sociali, siano messi in sicurezza e possano continuare il loro lavoro a servizio della città.

Noi non ci arrendiamo alla politica del rinvio e del silenzio e rilanciamo la mobilitazione. Decine di migliaia di donne e di uomini hanno già firmato a sostegno della Casa.

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