CON MARTA, DONNA E ATTIVISTA NO TAV Stampa
Sabato 27 Luglio 2013 16:17

Frida esprime il suo pieno sostegno e la sua solidarietà a Marta, la donna picchiata, molestata e umiliata dalla Forze dell’ordine in Val di Susa.

La violenza contro le donne assume diverse forme, una di queste è quella che è stata agita nei confronti di Marta in quanto manifestante DONNA.
Non è la prima volta che succede, e non succede soltanto in Italia, che si usi la violenza nei confronti di chi manifesta o protesta e non è la prima volta che tale violenza assuma un carattere di genere se a manifestare sono donne. E non è la prima volta che le risposte politiche e mediatiche che ne conseguono, assumono anche esse un carattere di genere…
I celerini passavano e la toccavano. Uno di loro ha deciso di manganellarla. Hanno deciso di lasciarla con l’accusa di…. e bla bla bla. Dobbiamo crederci per partito preso? Io non ci credo neanche se lo vedessi”.
 
Questo un commento postato su Repubblica on-line in merito al racconto video che Marta ha coraggiosamente registrato.
Se qualcuno ha preso un “partito” sembra essere Salvatore (che non crede neppure se vede) e gli altri che mettendo in dubbio le parole di Marta, si interrogano sulla sua credibilità, cercano le prove della sua menzogna nel suo corpo, la accusano di essersi inventata le molestie, le suggeriscono di non mettersi in situazioni di pericolo. Un partito che ancora oggi raccoglie molti consensi, il partito di coloro che più o meno consapevolmente sostengono e rafforzano il sistema culturale che produce la violenza nei confronti delle donne.
Si…dobbiamo crederci e non per “partito preso” ma per conoscenza ed esperienza, per consapevolezza, e per scelta.
La scelta di credere alle parole delle donne, ai loro racconti di violenze, di molestie e abusi subiti. Quella scelta che la nostra associazione ha fatto il giorno della sua nascita e conferma ogni volta che una nuova donna arriva al nostro centro antiviolenza con la sua storia e il suo desiderio di libertà.
Vogliamo crederci e ci crediamo, “non per partito preso”, ma perché conosciamo la violenza nei confronti delle donne, conosciamo le sue forme, le sue conseguenze.
Come donne conosciamo le molestie più o meno velate, “le toccate” e le offese tutte al femminile; conosciamo la minaccia verso il nostro corpo e la paura che possa essere abusato e stuprato.
Ma tornando alla domanda di Salvatore “dobbiamo crederci?”, l’Associazione Frida risponde SI.
Ci crediamo perché conosciamo la società e la cultura in cui viviamo e sappiamo quanto sia violenta contro le donne, quanto sia ancora maschilista e patriarcale. Sappiamo che il potere e il suo esercizio, anche attraverso l’impiego della forza più o meno legittimata e legalizzata, passa molte delle volte sul corpo e sulla libertà delle donne.
 
Crediamo a Marta, come crediamo alle donne che ci raccontano la violenza che hanno vissuto, perché quella violenza noi la conosciamo, come donne oltre che come attiviste di un centro antiviolenza.
 
Come attiviste sappiamo che anche attraverso le offese, le molestie, la minaccia e la paura che ne consegue, si manifesta in tutta la sua brutale forza il potere. Potere di un marito su una moglie, di un capo nei confronti della dipendente, di un sistema contro una donna che lo mette in discussione. Come attiviste inoltre conosciamo le difficoltà che incontra una donna che denuncia una violenza o che la racconta. Il più delle volte le viene chiesto di tacere o di perdonare, e se lei non lo fa  viene minimizzata, screditata o peggio ancora accusata apertamente di mentire. Spesso si cercano anche le attenuanti del comportamento violento seminando il dubbio che forse la donna se la è andata a cercare, magari ad andare sola in un luogo di notte o a partecipare ad una protesta.
 
Conosciamo quello che succede dopo la violenza e dopo la denuncia, e quello che abbiamo letto su alcuni media, le affermazioni di alcuni politici, i commenti dei lettori in merito al racconto di Marta ci ricordano molte storie di altre donne.
 
Come donne e attiviste quindi crediamo e sosteniamo Marta, e prendiamo posizione contro quello che è successo venerdì in Val di Susa e contro ciò che è stato detto nei suoi confronti. Condividendo lo slogan che le donne NoTav hanno diffuso “Se non con Marta quando”, l’Associazione Frida è con Marta e contro tutte le forme di violenza di genere.

 

 

   

 

   

 

   

 

   

 

     

 

   

 

   

 

   

 

   

 

   

 

   

 

     

 

 

 

 

 

 

 
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