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| Sabato 30 Gennaio 2010 19:06 |
LA TRATTA
"La condizione di prostituta in nessun modo può ritenersi un lavoro, senza che ne venga colpita la dignità di tutte le donne, senza che continui a esserci un segno di discrimine tra i generi: quello che compra e quello che è comprato." (Maria Grazia Pasuello) La prostituzione oggi nel nostro Paese è prevalentemente esercitata da giovani donne di origine straniera, provenienti soprattutto dai paesi dell'Europa dell'Est e dalla Nigeria che spesso fuggono da condizioni di miseria, accettano proposte di lavoro in Europa e cadono così nella rete dei trafficanti che le costringono a prostituirsi, sottraendo loro praticamente tutto e rendendole schiave. Per tratta si intende il reclutamento, il trasferimento e l'accoglienza delle persone - mediante minaccia o impiego di forza e di altre forme di coercizione, rapimento, inganno o abuso di potere - per finalità di sfruttamento delle stesse. Lo sfruttamento comprende la prostituzione, le diverse modalità di abuso sessuale, il lavoro forzato, la schiavitù, l'asservimento e il prelievo di organi. Nella quasi totalità dei casi le donne, una volta giunte nel paese di destinazione, scoprono di aver accumulato, come spesa del viaggio, un debito considerevole. L'obbligo di restituire i soldi ai trafficanti/sfruttatori, che spesso hanno la possibilità di contattare e minacciare la famiglia di origine, la paura che i familiari scoprano la reale occupazione all'estero, le violenze fisiche e psicologiche subite dalle donne, costituiscono gli aspetti più considerevoli che le rendono schiave dei loro aguzzini. Le donne vengono stuprate, torturate fisicamente e psicologicamente e costrette a prostituirsi. La prostituta è considerata un oggetto, anziché un soggetto, all'interno dello scambio, divenendo, di fatto, una persona fisicamente viva ma socialmente morta, cioè priva del potere di esercitare i propri diritti. |
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Orari di apertura.
Martedì 10-13 e 14.30-17.30
Giovedì 10-13 e 14.30-17.30