Le Mutilazioni genitali femminili
"Le mutilazioni genitali femminili comprendono tutte le pratiche che portano alla rimozione parziale o totale dei genitali esterni femminili o ad altri danni agli organi genitali per ragioni non terapeutiche" (WHO, UNICEF, UNFPA, 1997)
Secondo i dati più recenti dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), tra i 100 e 140 milioni di bambine, ragazze e donne nel mondo hanno subìto una forma di mutilazione genitale. L'Africa è di gran lunga il continente maggiormente interessato da tale fenomeno infatti in 27 stati africani vengono praticate in forme e percentuali diverse a seconda della regione e della comunità, altri casi sono stati rilevati nello Yemen, in India, Indonesia, Iraq, Malesia, Emirati Arabi Uniti e Israele. Sono presenti anche in Europa, Australia, Canada e negli Stati Uniti, all'interno delle comunità migranti provenienti dall'Africa e dall'Asia sud-occidentale. I termini più comuni per riferirsi a tali pratiche sono circoncisione femminile, sunna, clitoridectomia, escissione, infibulazione, mutilazioni e/o modificazioni dei genitali femminili (Mgf), female genital mutilation/cutting (Fgm/C). Il 90% delle MGF praticate è di tipo escissorio (rimozione di parti dell'apparato genitale esterno femminile) mentre il 10% comprende la pratica dell'infibulazione ovvero il restringimento dell'orifizio vaginale a cui può essere o meno associata anche un'escissione. Le MGF sono praticate per lo più da musulmani ma anche da cristiani (protestanti, cattolici e copti), ebrei, animasti e atei sebbene in nessuna religione vi siano dettami ai quali poter ancorare tali tradizioni. Vengono praticate principalmente su bambine tra i 4 e i 14 anni. Ogni comunità ha delle proprie ragioni specifiche che sottendono tali pratiche (estetiche, igieniche, sessuali, sanitarie) tuttavia la caratteristica trasversale del fenomeno si basa sulla volontà di controllo sul corpo femminile come strategia di assoggettamento delle donne. Le MGF rappresentano un grave forma di violenza fisica e psicologica da cui possono derivare conseguenze fisiche e psicologiche a breve e lungo termine sulla salute della donna. Gli Organismi Internazionali (come Unicef, OMS), quasi tutti gli stati occidentali, africani e mediorientali sono uniti nel sostenere che le MGF rappresentano una grave violazione dell'integrità fisica, psichica e morale delle donne nonché una forma di discriminazione nei confronti del genere femminile e si stanno impegnando per ottenere una riduzione rilevante entro il 2015, anno per cui è stabilito il conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Nel nostro paese vige la legge specifica n° 7 del 9 gennaio 2006 che condanna chiunque esegua tali pratiche per ragioni non terapeutiche.
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